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Norme Deontologiche

15/05/2002 Norme Deontologiche: la Giurisprudenza del Consiglio Nazionale Forense

Rapporti con i colleghi – Obbligo di garantire il pagamento al collega – Omesso pagamento – Omesse informazioni al C.d.O. Illecito deontologico. Sussiste – (04.11.2000 n. 132) Pone in essere un comportamento che viola i fondamentali principi deontologici l’avvocato che conferisca a un professionista l’incarico di rappresentarlo e difenderlo in un procedimento giudiziale e che ometta di corrispondere al collega le spese, competenze ed onorari richiestigli e inoltre non fornisca al C.d.O. i chiarimenti richiesti. (nella spese è stata confermata la sanzione disciplinare della sospensione per mesi 2).

Principi generali – Dovere di correttezza – Esercizio del diritto di astensione dalle udienze – Difformità di comportamento a seconda delle cause – Illecito deontologico – Sussiste – (04.11.2000 n. 135) Fermo restando il diritto, affermato dalla Corte costituzionale, di astensione degli avvocati dalle udienze per manifestare il proprio dissenso in ordine a problematiche sulla giustizia, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e in contrasto con i principi di correttezza professionale l’avvocato che, nel contesto della stessa giornata, dichiari per taluni procedimenti di aderire all’astensione, mentre per altri insista invece per la trattazione. (Nella specie è stata ritenuta congrua la sanzione dell’avvertimento).

Rapporti con la parte assistita – Richiesta di compensi eccessivi – Illecito deontologico – Nominativo di collega presente su carta intestata – Mancato conferimento del mandato – Illecito deontologico – Non sussiste (04.11.2000 n. 136) Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e contrario ai doveri di lealtà e correttezza l’avvocato che richieda al cliente compensi eccessivi e non dovuti. Deve, invece, ritenersi estraneo alla vicenda l’avvocato che, pur presente sulla carta intestata dello studio, non abbia né ricevuto il mandato né abbia mai firmato missive o richieste di compensi. (Nella specie la sanzione della censura è stata sostituita dalla sanzione dell’avvertimento per un professionista mentre è stato assolto l’altro professionista incolpato).

Rapporti con la controparte, i magistrati e i terzi – Registrazione di un colloquio con un magistrato – Diffusione al pubblico del contenuto del colloquio – Illecito deontologico – Sussiste – (04.11.2000 n. 139) Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante, e contrario agli obblighi di lealtà e correttezza propri della professione forense, l’avvocato che registri un colloquio con un magistrato all’insaputa di quest’ultimo e che successivamente si adoperi per la pubblica diffusione di tale registrazione. (Nella specie è stata confermata la sanzione disciplinare della censura).

Principi generali – Dovere di difesa – Difesa d’ufficio – Mancata comparizione all’udienza – Illecito deontologico – Sussiste – (04.11.2000 n. 141) L’avvocato nominato difensore d’ufficio in un procedimento penale, che non si presenti all’udienza e che non adduca in merito alcuna giustificazione, pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e contrario ai doveri deontologici. (Nella specie è stata confermata la sanzione disciplinare dell’avvertimento).

Rapporti con i colleghi – Omesse istruzioni al domiciliatario – Uso di espressioni sconvenienti ed offensive – Illecito deontologico – Sussiste – (14.11.2000 n. 149) Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante e in contrasto con i principi della deontologia forense l’avvocato che dopo aver incaricato quale suo procuratore extra districtum un altro professionista ometta, nonostante le richieste, di fornire istruzioni al collega e usi espressioni offensive e poco educate nei confronti dello stesso. (Nella specie è stata confermata la sanzione della censura).

Rapporti con la parte assistita – Richiesta di atti da parte del cliente – Ritardato invio degli atti – Illecito deontologico – Non sussiste – (14.11.2000 n. 155) Non viola alcuna norma deontologica l’avvocato che spedisca alcuni atti al cliente in un arco di tempo che, pur pregiudicando la possibilità di appellare una sentenza, è da ritenersi congruo, quando il cliente stesso nulla abbia detto in merito all’urgenza della richiesta. (Nella specie l’avvocato è stato prosciolto dall’addebito).

Rapporti con la parte assistita – Dovere di fedeltà – Incarico contro ex clienti – Utilizzazione di informazioni acquisite in ragione del precedente mandato – Illecito deontologico – (21.11.2000 n. 172) Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante il professionista che assuma l’incarico professionale contro un ex cliente dopo pochi giorni dalla conclusione del precedente mandato. (Nella specie è stata confermata la sanzione della censura, anche in considerazione del fatto che non è stato provato l’utilizzo di informazioni acquisite in ragione del precedente mandato).

Dovere di riservatezza – Dovere di colleganza – Utilizzo in giudizio di corrispondenza scambiata con il collega – Illecito deontologico – (23.11.2000 n. 179) Pone in essere un comportamento disciplinarmente rilevante il professionista che produca in giudizio una lettera inviatagli dal collega di controparte e contenente una proposta transattiva. La riservatezza, infatti, colpisce non solo tutte le comunicazioni espressamente dichiarate riservate ma anche le comunicazioni scambiate fra avvocati nel corso del giudizio, e quelle anteriori allo stesso, quando le stesse contengano esposizioni di fatti, illustrazioni di ragioni e proposte a carattere transattivo ancorché non dichiarate espressamente “riservate”.

Principi generali – Dovere di verità – Rapporti con la parte assistita – Accanimento giudiziale – Illecito deontologico – (23.11.2000 n. 192) L’avvocato che, a vantaggio del proprio cliente, ipotizzi reati a carico della controparte per fatti che sappia non veri, denunciandoli o concorrendo a denunciarli, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante perché lesivo del dovere di correttezza e probità a cui ciascun professionista è tenuto (Nella specie l’avvocato perseguiva la controparte con denunce penali per estorsione pur essendo consapevole dei reali rapporti intercorrenti fra questa e il suo assistito. È stata confermata la sanzione della censura).

Dovere di colleganza – Astensione dalle udienze – Omessa astensione – Legittimità – Attività malgrado l’astensione del collega di controparte – Illecito deontologico – (23.11.2000 n. 201) Il diritto di astenersi dalle udienze così come il diritto di non aderire all’astensione sono istituzionalmente garantiti e devono essere esercitati liberamente dal professionista, né gli organi istituzionali dell’avvocatura possono intervenire sulla scelta operata se non nei casi in cui l’esercizio del diritto, di lavorare o di astenersi, si attivi con modalità tali da cagionare danni ai colleghi e discredito alla dignità e al decoro dell’avvocatura. E’ pertanto disciplinarmente rilevante il comportamento del professionista che, non aderendo all’astensione, e senza avvertire la controparte, abbia insistito per l’effettuazione della prova per testi, assumendo così un comportamento volto a danneggiare il collega di controparte assente. (Nella fattispecie è stata confermata la sanzione dell’avvertimento).

Rapporti con i colleghi – Collega corrispondente – Omesso pagamento al collega di onorari dovuti dal cliente – Illecito deontologico – (08.03.2001 n. 43) Pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante l’avvocato che ometta di provvedere al pagamento degli onorari dovuti dal cliente al collega corrispondente in luogo, scelto dal cliente su indicazione dell’avvocato medesimo. (Nella specie la sanzione della censura è stata sostituita con la più lieve sanzione dell’avvertimento).

Rapporti con i magistrati – Uso di espressioni “forti” – Illecito deontologico – Ipotesi di insussistenza – (11.04.2001 n. 56) Pone in essere un comportamento non rilevante deontologicamente, anche se inopportuno, il professionista che in corso di udienza, essendo intervenuta una discussione in ordine al pagamento delle spese di rimessione della querela, si rivolga al pubblico ministero intervenuto nella discussione, chiedendogli “chi fosse” e “cosa volesse” (Nella specie il professionista è stato assolto)

Dovere di evitare incompatibilità – Avvocato socio accomandatario s.a.s. – Illecito deontologico – (16.05.2001 n. 85) L’avvocato che, in relazione dell’art. 3 r.d.l. n. 1578/33, assuma il ruolo di socio accomandatario in una società commerciale, indipendentemente dall’effettuazione di concrete operazioni imprenditoriali, pone in essere un comportamento deontologicamente rilevante in quanto lesivo del dovere di indipendenza a cui ciascun iscritto è tenuto. (Nella specie, in considerazione del ravvedimento del professionista che, dimettendosi, ha immediatamente rimosso la causa di incompatibilità, la sanzione della sospensione per mesi due è stata sostituita dalla più lieve sanzione della censura).
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